Intelligenza
Artificiale

La Fondazione Amedeo Modigliani fonda le proprie radici nello studio e nella ricerca scientifica del contesto artistico legato alla figura di uno degli autori cardine del XX secolo, investendo sull’innovazione e, in modo oculato, sull’autenticità della mole di opere che ne comprende. Investe su un linguaggio universale capace di arricchire e comunicare veridicità al fruitore. Si propone di far emergere il reale operato dell’artista Amedeo Modigliani, attraverso un progetto di intelligenza artificiale, in grado di oscurare quanto emerso da perizie errate annali di persone fisiche che dichiarano falsi molti elaborati dell’artista. Lì dove l’occhio umano non è riuscito ad arrivare, vi è oggi l’apporto di un sistema, di pratiche che prevedono una combinazione di algoritmi attestanti l’originalità dell’opera. La metodologia di intelligenza artificiale si basa sulla quantificazione delle caratteristiche dei singoli tratti nei disegni e sul confronto di essi con i tratti distintivi di altri artisti, utilizzando tecniche di inferenza statistica e apprendimento automatico. Tale metodologia empirica può classificare tratti individuali con una precisione del 70% - 90% e per i disegni con una precisione superiore all’80%. Raggiungendo un’ancor più alta percentuale. L’autenticazione di opere d’arte è un’analisi stilistica ed una operazione tradizionalmente effettuata da figure esperte, e che ha radici molto antiche; si ricorda il metodo Morelli, risalente all’Ottocento, basato sullo studio del corpo umano. Il Novecento invece, vede svilupparsi il metodo Van Dantzig, improntato sulla disamina del tratto che presenta una propria forma, tono e lunghezza. Nel corso del tempo sono state attuate variazioni in tale approccio all’arte, nel riconoscimento del vero, sempre con l’unico obiettivo di annichilire perizie sbagliate e ostacolare il lavoro parallelo dei falsari. Con il contributo dell’intelligenza artificiale adottato dalla Fondazione Amedeo Modigliani di ricerca scientifica, si parte proprio dalla metodologia avviata nel Novecento, ampliandola e implementando metodi per la quantificazione dei tratti incentrando il focus sui medesimi concetti adatti ad essere quantificati dalla macchina. Si propone un nuovo algoritmo per la segmentazione dei singoli tratti, il tipo di pennellata sulla tela, la pressione del pennello in fase d’opera, la stesura del colore ed il tratto distintivo dell’artista. Verrà creato, a seguito di dati acquisiti, di reti neurali, un modello computazionale, database che include esclusivamente collezioni riconosciute, di certa provenienza e di opere museali. L’intento è quello di arrivare al raggiungimento di valori assoluti di autenticità, in grado di porre una battuta d’arresto al mercato di falsi che riguarda l’opera di Amedeo Modigliani

L'intelligenza artificiale

La metodologia di intelligenza artificiale si basa sulla quantificazione delle caratteristiche dei singoli tratti nei disegni e sul confronto di essi con i tratti distintivi di altri artisti, utilizzando tecniche di inferenza statistica e apprendimento automatico. Tale metodologia empirica può classificare tratti individuali con una precisione del 70% - 90% e per i disegni con una precisione superiore all’80%. Raggiungendo una ancor più alta percentuale. La Fondazione Amedeo Modigliani ha fortemente voluto e incentivato la ricerca per la realizzazione di questo strumento per potenziare la propria attività di studio e investigazione scientifica del contesto artistico legato alla figura di uno degli autori cardine del XX secolo, investendo sull’innovazione e, in modo oculato, sull’autenticità della mole di opere che ne comprende.
L'idea è quella di dotare la comunità scientifica di un linguaggio universale capace di arricchire e comunicare veridicità al fruitore. Questo progetto di intelligenza artificiale è in grado di oscurare quanto emerso da perizie errate che hanno portato a dichiarare autentiche molte opere false dell’artista. Lì dove l’occhio umano non è riuscito ad arrivare, vi è oggi l’apporto di un sistema, di pratiche che prevedono una combinazione di algoritmi attestanti l’originalità dell’opera. L’autenticazione di opere d’arte è un’analisi stilistica ed una operazione tradizionalmente effettuata da figure esperte, e che ha radici molto antiche; si ricorda il metodo Morelli, risalente all’Ottocento, basato sullo studio del corpo umano. Il Novecento invece, vede svilupparsi il metodo Van Dantzig, improntato sulla disamina del tratto che presenta una propria forma, tono e lunghezza.

Nel corso del tempo sono state attuate variazioni in tale approccio all’arte, nel riconoscimento del vero, sempre con l’unico obiettivo di annichilire perizie sbagliate e ostacolare il lavoro parallelo dei falsari. Con il contributo dell’intelligenza artificiale adottato dalla Fondazione Amedeo Modigliani di ricerca scientifica, si parte proprio dalla metodologia avviata nel Novecento, ampliandola e implementando metodi per la quantificazione dei tratti incentrando il focus sui medesimi concetti adatti ad essere quantificati dalla macchina. Si propone un nuovo algoritmo per la segmentazione dei singoli tratti, il tipo di pennellata sulla tela, la pressione del pennello in fase d’opera, la stesura del colore ed il tratto distintivo dell’artista. Verrà creato, a seguito di dati acquisiti, di reti neurali, un modello computazionale, database che include esclusivamente collezioni riconosciute, di certa provenienza e di opere museali. L’intento è quello di arrivare al raggiungimento di valori assoluti di autenticità, in grado di porre una battuta d’arresto al mercato di falsi che riguarda l’opera di Amedeo Modigliani.

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